Il Piccolo Principe, durante il cammino, visita sei pianeti diversi abitati da strani personaggi: un re (oggi diremmo un politico), un vanitoso (narcisista), un ubriacone (un alcolista), un uomo d'affari (un imprenditore), un lampionaio, un geografo (uno scienziato).

Sono personaggi dubbi ma molto comuni, che mettono in risalto le strutture portanti e rigide che intrappolano l'uomo e lo allontanano dal contatto con la realtà, lo frenano, lo chiudono, e lo induriscono dinanzi alla vita.
Ogni personaggio che il Piccolo Principe incontra nel suo tortuoso viaggio rispecchia una caratteristica diversa del modo di condurre la vita degli adulti. Tali caratteristiche ci spingeranno a capire che il passo successivo che si deve fare, per vivere in armonia con gli altri e con se stessi, per migliorarsi e crescere veramente, è quello di recuperare il contatto con le cose davvero significative.
C'è la preziosità insostituibile del mondo dei sentimenti, dell'unicità, dell'appartenenza, della pazienza e dell'attesa. C'è la costruzione di un legame, c'è il tempo necessario alla creazione di un vincolo, un tempo che non preme e rispetta il tempo dell'altro. C'è l'unicità della scelta e l'appagamento che ne consegue, c'è il tempo per conservare il valore del ricordo, della malinconia, della nostalgia in cambio di momenti unici di accudimento, appartenenza e vicinanza.
Se si sceglie la via dell'evoluzione, può anche capitare di attraversare la sofferenza, affinché si possa rinascere. L'incontro col rettile equivale a fare quella scelta di fronte al bivio. È la scelta di prendere l'iniziativa, ossia il coraggio di intraprendere quella via di rinascita, che seppur più insidiosa, ricondurrà il bambino nel suo mondo, individuato, con nuovi strumenti e con una nuova conoscenza di sé e delle cose.

Perché Piccolo Principe

Il Piccolo Principe fu il nome dato al viaggio dei soci fondatori che, in un momento di difficoltà, forti legami, sogni condivisi e di esperienze e risorse da non disperdere, decisero di costituirsi nonostante tutto e perché... "per ogni fine c'è un nuovo inizio". Il percorso ci vide affannati, speranzosi, contenti, avviliti, commossi, folli. Dopo 4anni siamo consapevoli che quel nostro stare insieme ha posto le basi e i principi del progetto che aveva analogie sempre più evidenti con la simbologia di Antoine de Saint-Exupery.

"Certo che ti farò del male, certo che me ne farai, certo che ce ne faremo. Questa é la condizione stessa dell'esistenza. Farsi primavera significa accetare il rischio dell'inverno. Farsi presenza significa accettare il rischio dell'assenza"

La diversità dei soci per età, professione, temperamento, formazione e scelte di vita rappresentarono la forza del gruppo che scelse un modello educativo basato sulla relazione che cura. Accoglienza, rispetto, unicità, emozioni, amicizia, cambiamento, attesa, legami, famiglia ,sentimento, casa, le parole del libro, con forte carica evocativa che scandiscono le giornate al "PiccoloPrincipe" dove sperimentiamo un significativo scambio umano con bambini e ragazzi curando recipricamente le ferite che inesorabilmente il tempo scopre, ricorda, accarezza, strappa e ci permette di conoscersi nel profondo.
Da 3 anni siamo atterrati a Limosano dove il viaggio continua in una bella casa e noi con capacità e limiti cerchiamo di ricordare e mettere in pratica uno di questi principi ricordando che "la comunicazione avviene quando oltre al messaggio passa un supplemento d'anima":
  • La relazione ha la necessità di assumersi le proprie responsabilità
  • L'importanza dell'approfondimento e della conoscenza
  • La ricerca delle cose nascoste, speciali e l'impegno ad essere amici
  • L'importanza delle azioni concrete e durature come esempio
  • Approfondire e badare ai dettagli
  • Conoscere se stessi e confrontarsi
  • Dedicare tempo per aiutare e creare un legame
  • Ognuno è unico
  • Esprimere i sentimenti reciproci
  • Lasciare andar via le persone perché libertà, legame, distanza e assenza fanno parte della relazione.

Può il mondo risarcire questi bambini? Possono i servizi sociali, le istituzioni, la vita stessa offrire un’altra possibilità ai genitori che hanno fallito il loro compito educativo ed affettivo? Può una nuova casa, una nuova figura affettiva, un nuovo progetto educativo, ridare dignità alla famiglia e ricominciare un lento e faticoso cammino verso la sufficiente autonomia? Noi siamo convinti che, in famiglia o fuori dalla propria famiglia, è necessario e doveroso ridare ai bambini fiducia nelle persone e soprattutto nelle proprie infinite risorse.

Professionisti

Nella struttura sono presenti figure professionali con i seguenti titoli di studio

  • Laureata in Scienze del Servizio Sociale
  • Corso di formazione in mediatore interculturale
  • Laureanda in Scienze del Servizio Sociale
  • Laureato in Discipline Economiche e Sociali
  • Laureata in Logopedia
  • Laureanda in Scienze della Formazione Primaria
  • Diplomata in Magistrale Pedagogico
  • Laureata in Scienze del Servizio Sociale
  • Diplomata in Magistrale
  • Pedagogico
  • Scienze motorie
  • Animatore Socio-Educativo

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